ORDINE AVVOCATI DI VALLO DELLA LUCANIA
  
Notizie e comunicati


21/03/2010

Segnalazioni giurisprudenziali 3/10

Corte Cost. Sent. n. 106 del 10.03.2010 dep. in Canc. il 17.03.2010: La Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 8, secondo comma, ultimo periodo, del regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578 (Ordinamento delle professioni di avvocato e procuratore) – convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1934, n. 36, come modificato dall’art. 1 della legge 24 luglio 1985, n. 406, (Modifiche alla disciplina del patrocinio davanti al pretore), dall’art. 10 della legge 27 giugno 1988, n. 242 (Modifiche alla disciplina degli esami di procuratore legale), e dall’art. 246 del d.lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 (Norme in materia di istituzione del giudice unico di primo grado) – nella parte in cui prevede che i praticanti avvocati possono essere nominati difensori d’ufficio.
Cass. Civ. Sez. II, Ordinanza 22.02.2010 n. 4159: Stop alle formule di stile in caso di compensazione delle spese. I motivi per i quali il giudice ritiene di disporre la compensazione fra le parti delle spese processuali devono essere “esplicitamente indicati”.
Cass. Civ. SS.UU. 22.02.2010, n. 4062: L’iscrizione della cancellazione della società di capitali nel Registro delle Imprese determina, dal 1° gennaio 2004, data di entrata in vigore della modifica normativa apportata all’art. 2495 c.c., l’estinzione della società.
Cass. Pen., 23.02.2010, n. 7300: Una volta che le parti abbiano prestato il proprio consenso al “patteggiamento”, non possono più revocarlo.
Cass. Civ. SS.UU., 10.02.2010, n. 2906: La posizione soggettiva del ricorrente, che ha chiesto il risarcimento in forma specifica delle posizioni soggettive a base delle sue domande di annullamento dell’aggiudicazione e di caducazione del contratto concluso dall’aggiudicatario, è da trattare unitariamente dal giudice amministrativo in sede di giurisdizione esclusiva ai sensi della dir. CE n. 66/2007.
Cass. Civ. SS.UU., 22.02.2010, n. 4071: L’estinzione del giudizio di rinvio, conseguente a cassazione di una decisione di accoglimento, in primo grado o in appello, dell’opposizione proposta contro un decreto ingiuntivo, estingue l’intero processo.
Tribunale Varese, sentenza 05.02.2010: L’opponente a decreto ingiuntivo, non potendo chiedere, nella sua qualità di convenuto sostanziale, lo spostamento dell’udienza in quanto non ancora fissata e non potendo soprattutto notificare l’opposizione a soggetto diverso da chi ha ottenuto il decreto ingiuntivo, non può che richiedere al giudice, con lo stesso atto di opposizione, l’autorizzazione a chiamare in giudizio il terzo al quale ritiene comune la causa sulla base dell’esposizione dei fatti  e delle considerazioni giuridiche contenute nel ricorso per decreto ingiuntivo.
Cass. Civ. SS.UU., 22.02.2010, n. 4077: L’ipoteca immobiliare, quale garanzia reale al soddisfacimento del creditore, è atto prodromico alla promozione di esecuzione immobiliare e, pertanto, soggetta agli stessi limiti minimi di valore previsti per l’instaurazione di detta procedura (DPR 602/73 art. 77 e succ.mod.), cioè euro 8.000,00.
Cass. Civ. Sez. V, 16.02.2010, n. 3564: L’archiviazione del procedimento penale non pone automaticamente fine all’accertamento fiscale che l’Amministrazione finanziaria ha promosso per gli stessi fatti nei confronti del contribuente.
Cass. Civ. SS.UU., 22.02.2010, n. 4063: La prova del danno da demansionamento può essere fornita in giudizio con qualsiasi mezzo, in particolare anche con presunzioni per cui dalla complessiva valutazione di precisi elementi dedotti (caratteristiche, durata, gravità, frustrazione professionale) si possa, attraverso un prudente apprezzamento, coerentemente risalire al fatto ignoto, ossia all’esistenza del danno, facendo ricorso, ai sensi dell’art. 115 c.p.c., a quelle nozioni generali derivanti dall’esperienza, delle quali ci si serve nel ragionamento presuntivo e nella valutazione delle prove.
Cass. Civ. Sez. Lav., 02.02.2010, n. 2411: Una volta intervenuto il fallimento del datore di lavoro le relative domande devono essere proposte come insinuazione nello stato passivo davanti al giudice fallimentare, il cui accertamento è l’unico titolo idoneo per l’ammissione allo stato e per il riconoscimento di eventuali diritti di prelazione.
Cass. Pen. Sez. II, 03.03.2010, n. 8537:  L’imprenditore che porta in detrazione gli assegni familiari senza corrisponderli ai propri dipendenti è punibile per truffa e non per semplice evasione contributiva: la fittizia esposizione di somme non corrisposte al lavoratore induce in errore l’istituto previdenziale sul diritto al conguaglio, realizzando, in tal modo, un ingiusto profitto, tipico del reato di truffa.


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